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Libri
Giovedì 14 Luglio 2011 17:29

Una processione illuminata dai mignoliMarco Conti

Una processione illuminata dai mignoli

 A Natale e Capodanno, oggi, i doni si chiamano strenne, ma un tempo le Strenae erano le umili fronde di alloro che portavano fortuna proprio come la dea da cui prendevano il nome. Eppure la memoria delle tradizioni non è lontana dallo spirito più antico ed ecco che il primo dell'anno  occorre indossare un vestito nuovo o divinare il futuro sposo con tre fagiolini sotto il cuscino, o - ancora - accendere il fuoco dell'Abbondanza.

Tra mito e folklore, tra leggenda e tradizione, Una processione illuminata dai mignoli racconta e interpreta alcuni degli aspetti più originali del Piemonte antico e dell'arco alpino occidentale, riportando feste, abitudini, resoconti.

L'autore percorre il tempo delle fate dai piedi palmati, delle streghe bruciate sul rogo, spiegando come queste e altre figure magiche sono giunte dal mondo pagano al nostro immaginario. Tra i misteri delle Vergini Nere di Crea, Oropa, Groscavallo, le mansioni templari vercellesi e le rocce della fertilità, si dipana un racconto che coinvolge le campagne del Po, i monti biellesi e canavesani, le colline del Monferrato.

 

 

Guida al biellese misterioso e sconosciuto

Marco Conti

Guida al biellese misterioso e sconosciuto

E' il 1615. Don Simone Rondoletto, cappellano della Confraternita del S. Rosario di Muzzano, incontra sul ponte della Dora Baltea, tornando a casa da Torino, un eremita.  Discorrono insieme finché le strade non li separano e a quel punto, don Rondoletto chiede al "romito" un segno di devozione, un oggetto magari. Invece l'eremita gli rivela un incantesimo. Dovrà recitre ogni giorno due Rosari, uno per la Vergine, uno per i morti ripetendo subito dopo una certa formula. Sei anni dopo, don Simone Rondoletto si troverà accusato di stregoneria insieme a due donne e racconterà con puntiglio di aver usato quella formula insegnatagli dall'eremita per impedire, il 3 maggio 1621 (in occasione di un altro viaggio a Torino per vedere il Santo Sudario esposto) che vi fosse uno scontro armato. Quella formula serviva infatti a rendere innocue le spade, le armi dei contendenti.

In questo scorcio del seicento compaiono quasi tutti i protagonisti del Biellese più nascosto, della sua storia fatta di eremi, di magia ed incantesimi, di paesaggi silvestri e di misticismo.

 

 

Mezzanotte di gioco

Aldo Spinelli

Mezzanotte di gioco

La storia di questo volumetto è presto detta: siamo nella ludoteca Città del Gioco di Milano dove, tra un gioco di ruolo e uno di conversazione, si fa presto a fare mezzanotte...

Nasce quindi l'idea di proporre un gioco, un enigma, proprio a quell'ora.

All'inizio (nel 19935, si chiamava "il gioco di Cenerentola". in omaggio all'esatto momento in cui le fotocopie venivano distribuite al pubblico. Poi, grazie all'interesse e all'assiduità dei "cenerentolomani" si è deciso di trasformarlo in un'olimpionica serata mensile di competizione basata su dieci problemi logico-verbali-numerico-laterali.

Sono nate così le Cenerentoliadi e la tradizione continua tuttora, con successo.

Per tale motivo sono stati qui raccolti un centinaio di questi enigmi, nella speranza che possano risultare gradevoli e stimolanti non soltanto in una mezzanotte di gioco ma anche nel breve intervallo di un mezzogiorno di fuoco...

Autore ludicamente dotato offre singolari problemi intuitivi, numerici, enigmatici, laterali, logici, illogici...